Nuovo Cinema Paradiso

gennaio 29, 2010 by paolo sereno

Genesi di un arrangiamento per chitarra fingerstyle.

Parliamo ancora di Covering con un esempio da una colonna sonora molto famosa:
un brano che mi è sempre piaciuto è il tema principale della colonna sonora di Ennio e Andrea Morricone del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore ospitato tra l’altro nella compilation “36” di Fingerpicking.net. Una decina di anni fa avevo ascoltato l’arrangiamento per due chitarre di Steve Erquiaga nonchè le cose grandiose di Pat Metheny (due chitarre) con Charlie Haden al contrabbasso nel disco “Beyond the Missouri Sky”.

E’ chiaro che il desiderio di eseguire un arrangiamento per chitarra sola si è presto manifestato…avevo però dei vincoli nella mia testa: collegati all’idea degli arrangiamenti che avevo ascoltato: due chitarre…chitarra e contrabbasso….il mio gusto era dunque modellato sull’esigenza di sentire un accompagnamento alla melodia con una linea di basso molto profonda timbricamente e resa complessa dalla presenza di una sequenza armonica che utilizzava un pò di slash chords…c’è una triade di un dato accordo sotto alla quale suona un dato (qualsiasi) basso e di certo non la tonica!): in questo Haden mi era piaciuto davvero tanto!
E questo era il primo vincolo, armonico e timbrico allo stesso tempo.

Il secondo elemento è dato dall’esigenza di non improvvisare sul tema, non tirarla tanto per le lunghe (Pat Metheny se lo può permettere….io no!) e lasciare ben in mente all’ascoltatore il tema…un brano da due minuti e mezzo quindi…in forma di canzone.
Bene, allora ho deciso di disporre il tema su due ottave.
Il secondo vincolo era quindi di natura timbrica e strutturale.

Da queste due esigenze e in ultima analisi dal mio personale gusto ho deciso di arrangiare questo brano in accordatura aperta piuttosto che in standard tuning.
Quindi non dico che arrangiare in standard questo brano sia impossibile anzi!
Provatelo in mi minore/sol maggiore…
Però io volevo un basso vero (!) sulla mia chitarra e una escursione timbrica molto accentuata sullo strumento per avere una buona resa sul tema alzato di un’ottava

…e allora mi sono andato a prendere la nota più bassa che la mia sesta corda 0.56 potesse raggiungere senza trasformarsi in un elastico molle (a mio avviso un C2, credo) e poi sono andato avanti…
Il risultato che mi è piaciuto di più nella ricerca dell’accordatura, dato anche che mi piaceva l’idea che il Tema d’amore fosse in un semplice La minore, è stato questo:

GUITAR TUNING: CGDgce

tab1

La scalatura per questo tipo di accordatura può essere quella di una true medium:
056 042 032 024 017 013, che mescola cioè una scalatura light a una medium
Un mi basso portato a Do2 (C2) deve essere bello grande in sezione altrimenti la pressione delle dita nelle posizioni alte rischia di far stonare facilmente la corda premuta..dunque almeno 056 anziché il solito 053 della scalatura light.

Mi piaceva l’idea del basso che va da la minore a re minore nella prima/seconda battuta del tema secondo un movimento discendente e quindi ho abbassato …fino a far scendere a do la sesta corda

A partire da battuta 18 il tema sale di un’ottava e il basso rimane inizialmente nello stesso range: attenzione allo stretching conseguente della mano sinistra in battuta 19. Una diteggiatura alternativa potrebbe essere questa:

tab2

Nelle battute successive c’è bisogno di esercizio extra nel caso in cui non si disponga di una chitarra a spalla mancante, o, più limitativamente, di una chitarra classica con incastro al dodicesimo tasto.

Il Tema d’amore è molto bello ed è quello più difficile della suite e sono convinto che questa lezione contenga i consigli giusti sulla sua corretta esecuzione.

Quanto alle restanti parti del medley che è presente su Youtube ed è stato ripreso (tanto per cambiare dal mio amico ragazzo prodigio Sungha Jung), essi sono ampiamente ispirati all’arrangiamento per due chitarre di Steve Erquiaga che vi consiglio di ascoltare nel suo cd Cafè Paradiso.

Keep on playin’

Paolo Sereno

Nuovo Cinema Paradiso

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La creazione di una cover e Internet

novembre 11, 2009 by paolo sereno

In questa versione punto tre di fingerpicking.net fra i numerosi temi emersi nei primi interventi dei blogger uno fra tutti mi ha attirato, (vero Giovanni? ;-) sono quindi a ragionare ad alta voce su questo tema per far condividere a chi lo desideri la mia esperienza ben sapendo che ce ne sono e ce ne saranno altre descritte in questi blog nelle settimane a venire!

Da dove partire se si vuole costruire un arrangiamento di un brano che adoriamo per una qualsiasi ragione? In realtà se il brano ci piace siamo già partiti da un ottimo punto: nulla di più fondamentale come il piacere di ascoltare/ascoltarsi scrivere/suonare quel brano può essere il motore del nostro arrangiamento. E proprio la metafora motoristica mi suggerisce quale debba essere il passo successivo sul quale appuntare la nostra attenzione: un motore, un meccanismo, un ingranaggio, un suono ritmico che ci orienta.

Io mi riferisco soprattutto all’elemento primordiale che scorre durante un ascolto: il Ritmo.
Carpire il ritmo del proprio brano preferito, sistemarlo in un tempo (un tempo pari, uno dispari? Stai a vedere che il mio brano preferito è un valzer?) è la prima operazione da compiere.
L’elemento ritmico, in quanto primordiale, deve essere ben individuato in modo da centrare l’obiettivo: lo spirito del brano. Numerose volte lo spirito del brano è proprio dentro il suo ritmo.
Quindi attenzione a non abbandonare il groove del brano per concentrarsi su melodia, posizioni di accordo o altro: il rischio è di appiattire l’arrangiamento che all’ascolto sarà perfetto sì ma anche un po’ scocciante (!!).

Gli altri elementi che ci servono quali sono? La Melodia del brano: un elemento di grande ed evidente profondità…non sarà “primordiale” come il Ritmo ma quasi sempre è l’elemento che ci fa distinguere un brano dall’altro. Qui Internet comincia ad essere coinvolta pesantemente: se non riusciamo ad individuare la melodia con precisione, andiamo su un motore di ricerca e vediamo se qualcuno si è preso la briga di trascrivere il brano. Altrimenti usiamo il nostro orecchio. Dopo averla ben individuata identica all’originale cominciamo a suonarla in almeno un paio di diteggiature più una terza che ci faccia utilizzare intensivamente delle corde a vuoto se possibile. Possiamo inoltre sondare il tema in una ottava più alta o più bassa.

Qualcosa nel cervello comincerà a succedere e a farci preparare per l’incontro col terzo elemento della nostra ricerca, l’Armonia. Benedetti accordi del pezzo: andiamo a spiare una cantante/chitarrista su Youtube e vediamo dove mette le mani, oppure in un sito di tab, oppure ancora rivolgiamoci al nostro caro vecchio orecchio. La rete ci servirà moltissimo ad osservare come altri artisti hanno trattato il brano ed è chiaro che non mi riferisco ad altri chitarristi (meglio evitare incesti!) ma per esempio (ed è un consiglio che mi sento di dare) i gruppi che cantano a cappella, cioè senza l’ausilio di strumenti musicali. Molto spesso mi è capitato di percepire in quel tipo di lavori dove fosse l’elemento saliente, lo spirito del brano (nel Ritmo? Nel modo di trattare la melodia? Nella concatenazione armonica?) nel caso non me ne fossi fatto ancora un’idea.

Faccio l’esempio della mia versione di Mission Impossible di Lalo Schifrin che di recente il mio amico coreano, il bambino prodigio Shunga Jung, ha reso molto famosa (con cinque milioni di click su Youtube!! Ancora Internet…). Si tratta di un arrangiamento di tanti anni fa sorto dall’ascolto gradevole ed imprevisto (cioè non cercato ed intenzionale) di questo brano ad opera degli Swingle Singers (storico gruppo/compagnia vocale a cappella) durante un loro concerto quando Internet ancora non esisteva ed io cantavo nel Coro dell’Università di Bari. Una delle prime cose che ho fatto (con molta intenzione!) quando ho avuto una connessione Internet è stata quella di cercare il file musicale di quell’arrangiamento. Poi tutto il resto, (il materiale arrangiamento, la scelta della tonalità) è una questione tecnica che magari approfondirò in seguito coordinandomi con gli altri blogger.

Quindi riassumendo: il brano vi piace? Ottimo inizio. Adesso occorre:

  1. Carpire il ritmo profondo del pezzo. Cantatelo e battete le mani sulle gambe come foste un batterista! Incastratelo in un tempo!
  2. Imitare la melodia con diverse diteggiature, cercando di scoprirne una con corde a vuoto.
  3. Beccare gli accordi, magari con l’aiuto della rete ed osservando con voyeurismo qualcuno su Youtube.

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  Paolo Sereno

Scoperto nel ‘96 a Soave da Marcel Dadi che lo invita a suonare sul palco alla fine del suo concerto serale, pubblica nel 2002 il CD “Con la Chitarra”. Nel 2003 vince il primo premio al Festival “New Sounds – Davoli” di Sarzana e nel 2004 esce il suo Metodo sulla Chitarra Fingercussion à la Dadi. Ha diviso il palco con artisti del calibro di M. Manring, D. Ross, W. Ackerman e A. Dufour. Nel 2007 è stato l’unico artista italiano invitato al San Severino Blues Festival in cartellone con Patti Smith, Robben Ford & Larry Carlton,. Porta in giro per l’Italia il suo spettacolo “The Movie Concert” associato all’omonimo CD. Nel 2009 ha ideato il “Percussive Guitar Folio n.1” una serie di tre quaderni didattici dedicati alle tecniche basilari e intermedie del “Percussive Guitar Style”

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